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Tutto quello che vorresti sapere sul CBG

sa Redazione-RiBio

Il cannabigerolo o CBG é uno degli oltre 100 fitocannabinoidi, presenti nella pianta di cannabis, è molto meno conosciuto dei famossisimi CBD e THC ma questo non deve precludere la sua importanza.

Il cannabigerolo non é inserito nella lista delle sostanze psicotrope dalla Convenzione delle Nazioni Unite, infatti non ha alcun effetto considerato stupefacente.

Viene definito come il “cannabinoide primordiale”, poichè lo stato acido CBGA, viene maggiormente prodotto nelle infiorescenze, nello specifico, nei tricomi e quasi tutto viene convertito in breve tempo, attraverso processi chimici ed enzimi della pianta, in altri cannabinoidi.

Solitamente a fine fioritura si ha una presenza di CBG in termini di quantità dell’1-3 % ma ultimamente é stato ritrovato percentuale maggiore in alcune varietà di canapa al CBD.

Da quanto il CBG è stato maggiormente studiato ha attirato l’interesse di molti laboratori e breeders, sopratutto negli USA, che sono andati a lavorare su uno sviluppo di nuove selezioni specifiche per la produzione di questo cannabinoide.

Perchè è importante il CBG?

Come detto precedentemente il CBG è il cannabinoide primordiale. Nella pianta di cannabis, durante tutta al sua crescita, sviluppa molte molecole vegetali come i terpeni ed i cannabinoidi, questi ultimi si troveranno allo stato acido, ovvero accompagnati da un gruppo carbossilico, quindi il THC per esempio si troverà sotto forma di THCA.

Una volta arrivata a fine fioritura, già inizia il processo di decarbossilizzazione, che si amplica durante la seccatura e concia, durante questi passaggi, nelle infiorescenze avvengono questi processi chimici in cui i cannabinoidi si formano nella struttura che noi conosciamo meglio, quindi perdono il gruppo carbossilico.

In questi processi il CBGA dà il meglio di sè, perdendo il gruppo carbossilico, il CBG và ad aumentare o proprio a generare molti altri cannabinoidi.

CBG: effetti sull’uomo

Questo cannabinoide è ancora poco studiato, perchè l’interesse è nato da poco.

Attraverso vari studi, si è andato a verificare le proprietà farmacologiche, dimostrando che è molto efficace su malattie infiammatore, sopratutto intestinali.

Secondo l’università di Napoli, il CBG è un ottimo rimedio per contrastare dolori, infiammazioni intestinali e coliti.

Altri studi avanzati, hanno inoltre dimostrato che questo cannabinoide riesce a contrastare la carcinogenesi del colon, mentre in un’altra apllicazione si è visto che svolge molte attività neuroprotettive, sopratutto dell’encefalo.

Un altro effetto interessante, sul cervello è che il CBG riesce ad inibire l’assorbimento dell’acido y-amminobutirrico detto GABA, una sostanza chimica che regola la stimolazione dei neuroni. Quando il GABA è inibito, riduce ansia e tensione muscolare esattamente come il CBD ma con un effetto percepito molto diverso.

Un altra recente ricerca della McMaster University ha dimostrato grandi proprietà antibatteriche e grande efficacia contro batteri meticillina-resistenti (MRSA) di staphylococcus aureus.

Cosa dicono i produttori di cannabis?

C’è sempre più interesse per il CBG, chi si è mosso inizialmente a selezionare nuove genetiche che contengono una grande quantità di CBG sono stati breeders americani.

Ma anche in Europa, sopratutto in Svizzera e Spagna, c’è molto fermento su questa tema.

Ad oggi le genetiche predisposte al CBG sono rare e spesso con poco sapore, ma ci sono sempre breeders che riescono ad ottenerne anche un ottimo aroma.

Una pianta di canapa CBG , ha solitamente contenuti di THC inferiori alo 0.010%, in genere 0.002% ed hanno una resina corposa molto facile da separare.

Tuttora il CBG resta in fase di studio e ci auguriamo che anche in Italia la selezione di ceppi ad alto contenuto del cannabigerolo riesca a stare al passo con i tempi.

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