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Prodotti a base di CBD, ultima valutazione europea

sa Redazione-RiBio

In questi giorni l’osservatorio europeo delle droghe ha rilasciato un nuovo rapporto di valutazione dello status legale del CBD per la commercializzazione dei prodotti a base di canapa.

Lo studio è stato avviato nel 2018, l’obiettivo era fornire un quadro generale della vendita di prodotti derivata dalla canapa, incluse le infiroescenze di cannabis light a basso contenuto di THC.

Nello specifico, l’osservatorio europeo ( EMCDDA) ha indentificato i tipi di prodotti disponibili in vendita, i punti vendita, i danni associati al commercio e le risposte prese dai diversi paesi dell’Unione, in particolare si è valutato la difficoltà dei legislatori delle varie nazioni sia degli operatori del settore che si adoperano per ottenere uno status legale del loro commercio.

Commercializzare i prodotti CBD in Europa: Problematiche

L’analisi ha evidenziato diverse problematiche relative alla commercializzazione e alla promozione di dei prodotti CBD :

– Etichettatura inadeguata dei prodotti.
– Qualità del prodotto non rilevabile e potenzialmente pericolosa.
– Mancanza di chiarezza dei limiti di dosaggio, e prove scientifiche relative all’efficacia dei prodotti CBD per uso terapeutico.
– Mancanza di informazioni sulla sicurezza o di informazioni su potenziali danni e possibili controindicazioni.

La sentenza della Corte europea e la legalità dei prodotti con CBD in Europa

L’Ossevatorio conferma però che la sentenza della Corte di Giustizia sul caso Kanavape ha avuto implicazioni per l’interpretazione della legge dell’UE connessa alla produzione e alla commercializzazione di prodotti a basso contenuto di THC , come le infiorescenze di cannabis light, gli estratti ed i vari derivati.

Le preoccupazioni maggiori sono dovute al contenuto di THC presente nei vari prodotti a base di cannabis, la legislazione necessita di definire tali limiti, poichè la quantità di tetracannabinolo può variare a seconda di dove viene rilevata:

– La % di THC media prodotta da una speicifica varietà di cannabis.
– I livelli di THC che si trovano nelle diverse parti della pianta, in modo da definire quali parte della pianta possono essere utilizzate a scopi industriali/alimentari senza relative analisi e parti invece della pianta dove è necessario un controllo più approfondito.
– Il livello di THC trovato negli estratti e derivati, che può essere usato per indicare se quel prodotto ha proprietà inebrianti o meno.

In sintesi questo rapporto è una prima introduzione che fa comprendere il quadro generale, da una parte manca una definizione precisa di cosa e quanto, in termini di quantità di sostanza, è potenzialmente dannosa per i consumatori, dall’altro lato invece coltivatori, aspettano delle regole precise da seguire per poter commercializzare liberamente.

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