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Come la canapa ripulisce i terreni inquinati

sa Redazione-RiBio

La canapa una pianta dalle mille risorse

La pianta di Canapa ha fatto il suo ritorno in Europa, quasi in cerca di vendetta dopo anni di “prigionia”, questa pianta è famosa per le sue infiorescenze, da cui si può estrarre principi attivi di canabinoidi, capaci di aiutare l’organismo, in particolare il cervello a contrastare determinate patologie, ma non solo la ” marijuana” nome comune dato per quei fiori di cannabis che vengono bruciati ed inalati per scopi medicinali e ludici.

Ma questa pianta ha ben oltre da offrire, non solo è capace di ridurre la CO2 e ridurre la deforestazione ma può addirittura bonificare i terreni.

Grazie ai risultati di una ricerca in Germania e la conferma da un’altra ricerca in India, possiamo dire che la canapa è la miglior scelta vegetale per bonificare terreni inquinati da metalli pesanti

CBD Concept. Marijuana leaves in the hands of men on natural backgrounds.

Il segreto è la fitorimediazione della canapa

La fitorimediazione o fitorisanamento è la capacità specifica delle specie vegetali, di depurare il suolo, l’acqua o l’aria da sostanze inquinanti, queste sostanze assunte dalle piante, vengono immagazzinati nelle radici e nelle foglie e serviranno alla pianta per una miglior crescita.

Grazie a questa bonifica naturale, le sostanze organiche presenti, ricominciano a degradarsi e quindi a ricostituire, la fertilità del suolo.

Questa parola ” fitorimediazione” è stata coniata nel lontano 1990, da ricercatori che studiavano piante capaci di bonificare le aree nei dintorni della centrale atomica di Chernobyl, la Canapa per l’appunto è risultata quella più promettente.

Che inquinanti assorbe la canapa?

Secondo quanto emerso da queste ultime ricerche, la pianta di canapa, riesce ad assorbire ed immagazzinare molto bene metalli come il:

  • Manganese
  • Cromo
  • Arsenico
  • Piombo
  • Nichel
  • Rame

Ma non solo metalli, anche inquinanti contenuti nei fanghi “industriali” e non solo, le radici sono capaci di catturare le sostanze inquinanti ed organiche contenute nelle acque reflue urbane, ripulendo l’acqua, rendendola di nuovo limpida.

Progetti sperimentali in Italia

In Puglia e Sardegna negli ultimi anni sono stati portati avanti progetti interessanti per la bonifica di terre contaminate e ricerche non solo sulla genetica di canapa più performante per la missione, ma anche a ricerche su come poter utilizzare in un secondo momento la pianta.

Per chi non lo sapesse, la canapa è una pianta stagionale a rapido accrescimento, con un ciclo di vita che inizia verso marzo/aprile se la stagione è buona e termina con i freddi autunnali.

Idee per il riutilizzo ve ne sono tante, per lo più nel fusto, per produrre fibre tessili, da utilizzare come tessuto o come riempimento nella bio-edilizia, oppure sempre dal fusto si può ottenere il canapulo, la parte legnosa che costituisce il cuore della piante, un elemento da vari utilizzi industriali come bio-plastica e bio-edilizia ma anche utilizzata per la produzione di carta o bio-gas.

Estrarre metalli dalle piante

Oltre agli utilizzi tecnici della canapa esiste anche un’altra interessante svolta, si tratta della fitoestrazione, ovvero l’estrazione dei metalli che la pianta ha raccolto nel terreno contaminato.

Tramite successivi processi di estrazione si riesce a recuperare i suddetti metalli per poi passare ad una successiva fase di concentrazione, quindi a rendere il metallo privo di impurità per poi in fase finale rivenderlo per gli usi industriali.

Questo processo chiuderebbe il cerchio, rendendo i campi più puliti e riutilizzabili le materie metalliche dell’industria pesante

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